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I messaggi del corpo - Parte 2


“Mantieni i tuoi pensieri positivi, perché i tuoi pensieri diventano parole.

Mantieni le tue parole positive, perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti.

Mantieni i tuoi comportamenti positivi, perché i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini.

Mantieni le tue abitudini positive, perché le tue abitudini diventano i tuoi valori.

Mantieni i tuoi valori positivi, perché i tuoi valori diventano il tuo destino “ (Gandhi)


Ritmo, respirazione, memoria e emozioni

Il nostro respiro è un atto fisiologico continuo e naturale, a cui talvolta diamo poca importanza, fondamentale per il movimento del corpo e che coesiste con la vita. Non respiriamo solo per prendere ossigeno ma secondo gli ultimi studi scientifici inspirare ed espirare influenzano il funzionamento e l'attività elettrica del cervello, nonché la consapevolezza, i giudizi emotivi, la memoria.


L’Inspirazione e l’espirazione influenzano sia la nostra memoria che le nostre emozioni

Come si è arrivati a capire?

Questa scoperta è stata casuale: 7 pazienti con epilessia a cui sono stati impiantati degli elettrodi ad alcune aree del cervello per determinare l’origine delle crisi epilettiche, ha permesso di scoprire quali zone del cervello erano coinvolte e quali segnali elettrici mostravano l’attività cerebrale che fluttuava insieme alla respirazione. Il sistema limbico fu evidenziato come la parte coinvolta e specificamente quelle aree in cui vengono elaborate le emozioni, la memoria e gli odori.


Convinti della validità della ricerca, gli scienziati promossero uno studio a cui fecero parte 60 persone, sottoposte a una serie di test mentre respiravano tra cui uno in cui i partecipanti dovevano identificare un volto che esprimeva paura. Fu scoperto che quando inspiravano, cioè quando prendevano più ossigeno, il riconoscimento dell’emozione del volto era più veloce, al contrario, se espiravano, cioé quando espellevano l’aria necessitavano di più tempo per riconoscere la stessa emozione.


Anche la memoria variava a seconda della fase della respirazione. Le persone potevano ricordare meglio un oggetto se lo vedevano mentre inspiravano ma non quando espiravano. Queste differenze non furono mantenute durante la respirazione attraverso la bocca.


La respirazione nasale si basa sulla contiguità dei bulbi olfattivi, stimolando i neuroni della corteccia olfattiva all'interno del sistema limbico, si avvia il primo “passo” dell’elaborazione emotiva.


La respirazione, una strategia naturale per “sincronizzare” l’attività cerebrale

L’influenza della respirazione alterata, soprattutto quando respiriamo velocemente (iperventilazione) ricade sui meccanismi cerebrali alterandone la funzione, rispecchiando tutto il complesso degli influssi subiti dall’individuo, determinando la sua salute fisica e psichica. Questo potrebbe spiegare il meccanismo che sta alla base degli attacchi di panico e delle crisi d’ansia. Quando una persona soffre di una crisi d’ansia o di attacchi di panico la sua frequenza respiratoria diventa più veloce, quindi passa più tempo a inspirare che a espirare, in questo modo il cervello diventa molto più efficiente nel rilevare i segnali di pericolo. Questo è il motivo per cui controlliamo quella paura proprio attraverso la respirazione. Invece, inspirando ed espirando più lentamente il cervello elabora il messaggio che tutto è sotto controllo e che non è necessario mantenersi all’erta.


Questa scoperta dà ragione alle antiche tecniche di meditazione, di mindfulness, alle varie tecniche di respirazione diaframmatica, paradossale, alle pratiche della preghiera, come quella buddista in cui viene data particolare attenzione alla respirazione. La meditazione è sempre stata un pilastro della pratica religiosa in Cina, in India e in altri Paesi orientali che insieme costituiscono la metà della popolazione mondiale. Tutto sembra indicare che respirare lentamente e profondamente ci permette di sincronizzare le oscillazioni dell’attività cerebrale attraverso il sistema limbico.

Quindi, ora lo sai: respira e fallo bene.


Alcune riflessioni sulla situazione che abbiamo vissuto dal 2020 e che tuttora stiamo ancora vivendo per via della pandemia, con ricadute oltre che economiche anche quelle sulla salute fisica e psichica delle persone.

In questi momenti difficili è più importante più che mai liberarsi la mente dalla paura, fare un passo indietro e concentrarsi sul quadro generale. L’analisi empirica mostra che è in corso una richiesta di benessere spirituale, fisico e materiale.


Uno studio condotto sulla frequenza delle parole usate dai media in 130 Paesi evidenzia che dal 1979 a oggi i termini con connotazioni negative come “orribile” e “terribile” sono in costante aumento. Al contempo è diminuito l’uso di termini positivi come " miglioramento" e “buono” e con esso il grado di felicità dei cittadini.


In questo quadro negativo diventa perciò fondamentale riportare l’attenzione sul proprio corpo al fine di sbloccare le potenzialità intrappolate all’interno di esso e acquisire piena consapevolezza della propria esistenza in senso positivo per la propria salute e per il benessere generale.

Cercare e valorizzare queste potenzialità positive che stanno dentro di noi.


Come? Imparando ad ascoltare la magia del corpo che ci induce a non avere fretta, a seguire il fluire della respirazione, i percorsi dei pensieri, gettando un ponte fra cervello e diaframma.



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