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Il suono e la speranza - Parte 2



Il ritmo è dato dalle nostre emozioni che vibrano sul corpo e rilasciano da parte del sistema limbico neuropeptidi specifici per ogni singolo vissuto. E’ così che le cellule del nostro organismo partecipano al mantenimento della salute rispetto all’evoluzione.

Studi sulla “Biorisonanza” dimostrano come le cellule del nostro corpo reagiscono alle emozioni.

Quando ci sentiamo molto stressati cosa fa il nostro pacemaker? Spara ritmi a una velocità supersonica tanto da farci sentire il cuore in gola, il respiro affannoso, il corpo si muove a scatti irrefrenabili.

Questa condizione è legata ai processi sensoriali e alla lettura che essi danno di uno stato emozionale tossico che crea un terreno patologico con frequenze corporee alterate.


La connessione attraverso il sentire il conoscere grazie ai nostri sensi e al loro collegamento con due organi primari del nostro corpo: il cuore e l'intestino.

Il cuore è l’organo del sentire legato all'esuberanza, all'energia e all’amore. L’intestino è quello dell’istinto, disperazione, perdita e paura.

Questo sentimento emozionale tossico si concentra nella zona della parete addominale posta sotto il diaframma, collegata all’apparato digerente, è chiamata plesso solare o secondo cervello.

Questo meccanismo di connessione e comunicazione tra i due cervelli: cervello cranico detto primo cervello e cervello intestinale detto secondo cervello, grazie al nervo vago può registrare dei cambiamenti verso una connessione o una disconnessione.

Quando viviamo sensazioni di malessere alcuni consigli utili possono fare in modo di riconvertirle in sensazioni di benessere.

Ecco alcuni esempi: quando si ascolta la musica che ci piace sentire si evocano ricordi e sensazioni gradevoli sia nel cantare da soli che in compagnia. Tali attività possono trasformarsi e diventare momenti di cura, perché la nostra intonazione in sintonia con altri suoni vocali umani, in particolare le voci femminili, creano connessioni molto potenti con gli altri.

La sintonizzazione, l’intonazione e l’evocazione ci mettono in contatto con ricordi gradevoli, portando benessere al nostro essere mente-corpo. (rif. Il corpo accusa il colpo - iperlink - ).

Nelle dinamiche comportamentali accade che quando focalizziamo l’attenzione sulla parte superiore del viso del nostro interlocutore, creiamo una comunicazione empatica-dolce avvertendo quella sensazione di sentirci vivi, sicuri, esuberanti. Questo comportamento stimola la zona “viso-vago-cuore-polmone” ed è la zona delle relazioni, della connessione e della comunicazione sociale.

L’ascolto attivo è nell’espressione facciale e nell’intonazione della voce con il coinvolgimento del nervo laringeo. Se la voce è melodica, dolce si ha una sensazione di rilassamento, al contrario con una voce monotona a bassa frequenza, stretta e acuta, si ha la sensazione di ansia o paura tale da creare una stonatura per il nostro sistema nervoso.

Questa forza viene misurata dalla quantità di informazioni che scorre nell’area del tronco cerebrale andando verso il cuore-polmone che a sua volta fornisce informazioni sulla consapevolezza del nostro stato.

La strategia della consapevolezza deve fare ricorso a pause riflessive che aiutano il sistema calmante delle vie vagali della zona sopra- diaframmatica, ossia quella parte del corpo che va dal cuore ai bronchi e più specificamente l’area del sistema nodo-seno-atriale considerato il nostro pacemaker cardiaco, noi lo immaginiamo come un maestro d’orchestra che detta il ritmo.

Il ritmo è dato dalle nostre emozioni che vibrano sul corpo e rilasciano da parte del sistema limbico neuropeptidi specifici per ogni singolo vissuto. E’ così che le cellule del nostro organismo partecipano al mantenimento della salute rispetto all’evoluzione.

Studi sulla “Biorisonanza” dimostrano come le cellule del nostro corpo reagiscono alle emozioni.

Quando ci sentiamo molto stressati cosa fa il nostro pacemaker? Spara ritmi a una velocità supersonica tanto da farci sentire il cuore in gola, il respiro affannoso, il corpo si muove a scatti irrefrenabili.

Questa condizione è legata ai processi sensoriali e alla lettura che essi danno di uno stato emozionale tossico che crea un terreno patologico con frequenze corporee alterate.


Quali sono le ripercussioni sul sistema nervoso?

Quando il corpo è disconnesso, il sistema nervoso si altera provocando una serie di disturbi:

crampi allo stomaco

acidità di stomaco

bradicardia e tachicardia

cefalea

vertigine

disturbi alle braccia

disturbi della deglutizione

alterazione alla respirazione

sudorazione, nausea, stanchezza, pallore.

Patologie più serie come:

la fibromialgia

la sindrome dell'intestino irritabile

le emicranie

i disturbi del sonno

Secondo la teoria poli-vagale, prima di trovare il danno si dovrebbe guardare alla regolazione neurale di quegli organi interessati e alle risposte emotive in relazione a eventi personali, caratterizzati dai particolari vissuti soggettivi e da specifiche modificazioni biologiche.


L'efficienza vagale può regolare lo stato del sistema nervoso autonomo?

Sì, per ottenere una buona efficienza vagale dobbiamo osservare e sentire la differenza tra l’espirazione veloce e l’espirazione lenta.

L’espirazione lenta permette di fare un viaggio nel respiro, ci calma, ci rende accessibili a quelle percezioni sotto forma di input musicali tali da innescare una visualizzazione, una sensazione di voce protettiva come una madre in connessione con il figlio. Questa sensazione di fiducia sprigiona frequenze corporee benefiche.

Altri esempi sono costituiti dall’ascolto dei compositori classici come Mozart, tipico esempio iconico di una musicalità vocale femminile nel movimento di apertura, come la ninna nanna di una madre. Questa sequenza di movimenti sinfonici a frequenze basse avvolge il corpo, donando quella sensazione di trascinamento in luoghi sicuri.

Tali esperienze aiutano a stimolare l’ espansione corporea per disinnescare quella genesi di suoni predatori che istintivamente il corpo sente.

Il sistema per ottenere dal suono un’azione terapeutica, quella dell'intonazione benefica, deve seguire determinate regole fisiche che rispecchiano il funzionamento delle strutture dell'orecchio medio, dove la comprensione della gamma di suoni produce il feedback attraverso l’attività contrattile dei muscoli dell'orecchio medio.

La violazione di queste regole può innescare risposte di paura e di minacce.

Quando sentiamo sirene di ambulanza, polizia, pianti sofferenti, musica che non ci piace,, voci aggressive ecc. l’orecchio medio avvisa il sistema-vagale che non siamo al sicuro.


L'attività Sensoriale-Vagale

L’attività sensoriale vagale si può definire come una cascata riflessa che parte dagli organi di senso dando input al tronco cerebrale e viaggia dall’alto verso il basso creando una serie di risposte difensive responsabili dei nostri stati d’animo.

Tale capacità di discernimento di queste forze ci fa prendere coscienza di quello che accade e ci permette di attivare quelle forze difensive responsabili delle situazioni stressanti. Sentire la nostra voce e come essa si sintonizza con quella degli altri è utile per controllare il nostro stato di salute. Il mondo vocale può diventare un elemento importante di autoconsapevolezza corporea lavorando su elementi fisiologici come la respirazione, l’altezza vocale, il tono e l’intensità vocale.

Durante l’ascolto della nostra voce le vibrazioni muscolari in associazione alle diverse situazioni psico-fisiologiche, mandano segnali specifici al corpo che percepisce quella sensazione di connessione e di interazione con il mondo che lo circonda. Lo stato fisiologico della voce, della respirazione, della digestione e dell’attività cardiaca costituiscono i principi della regolazione vagale. Il sistema nervoso autonomo quando si disconnette si allontana dai principi omeostatici violando la salute degli organi viscerali e la regolazione corporea.

Gli anni che stiamo attraversando hanno bisogno di una risintonizzazione del nostro sistema nervoso. Bisogna riscrivere una nuova storia, una nuova risposta. La pandemia, la guerra, la politica, il sociale con il suo disordine, le ingiustizie, la crisi economica ci hanno portati indietro verso una disconnessione umana senza precedenti.

Bisogna sempre ricordarsi che nella vita il valore più alto sono le nostre relazioni e il nostro patrimonio umanitario.


Come è stato possibile arrivare a vivere in una società che tenta di sopprimere i nostri desideri e progetti?

L’imperativo dev’essere sempre quello di sapere di cosa hanno bisogno i nostri corpi, prepariamoci a sviluppare una nuova narrazione di ciò che faremo quando tutto questo si allenterà, creare più momenti di aggregazione sociale attraverso i canali culturali, esorcizzando quelle minacce di ansia che stiamo vivendo attraverso la ricerca di una nuova dimensione, che va verso una teoria del tono corporeo come espressione di sicurezza e coesione.

Una zona anatomica chiamata diaframma pelvico lavora in sinergia con il diaframma respiratorio per poter espletare una serie di funzioni vitali come la defecazione, la minzione, la sessualità. Quando c’è un’alterazione delle frequenze il tono cambia riconvertendo le fibre da lente a veloci, con cambiamenti significativi sul nostro corpo.

Questo fenomeno lo si può trovare nelle sintonizzazioni della musica di coesione come i cori d’insieme nelle musiche religiose.

Nella connessione dell’essere tale azione strategica deve diventare un esercizio comportamentale che va allenato e rafforzato come in palestra quando ci si allena a un esercizio fisico.

Le pratiche come lo yoga, la meditazione e altre tecniche di benessere corporeo si possono affiancare in modo da creare un viaggio del corpo e una “fabbrica di sentimenti”.

Questa esperienza è un modo di padroneggiare le nostre esigenze fisiche dandogli degli strumenti e farli diventare parte di noi stessi. Essere più fluidi come il suono che attraversa me e diventa parte della mia eredità umana, della mia storia, della mia memoria, delle mie sensazioni di gioia, ci permette di apprezzare e di aprirci in generale a chi è diverso da noi, alla cultura di altri paesi.

Si potrebbero chiamare suoni in connessione, protocolli di fiducia, in cui la musica con le sue sonorità trova la connessione sulle armonie e sulla sintonizzazione umana.

La stimolazione delle frequenze basse può diventare un’attività ludica-culturale nelle scuole, nelle università, nei parchi, nei teatri, nelle chiese di tutte le religioni. Cantare insieme anche a persone con un credo religioso diverso come il canto dell’Om tibetano, la musica gregoriana, i canti delle chiese ortodosse, il canto degli angeli nelle chiese cristiane, i canti induisti, i canti nelle moschee, i gospel delle chiese battiste, con l’obiettivo della sintonizzazione e della connessione.

Bisogna reagire, adattarsi a questo processo evolutivo, allontanarci dai cosiddetti suoni predatori che ci fanno sentire distonici con il nostro corpo.

Sintonizziamoci sempre sulla vita di relazione e su come il sistema acustico dà e riceve momenti di positività o di negatività.

Quest’articolo vuole dare un piccolo contributo, aiutare tutti noi a resistere sollevando il cuore, ricordando concetti fondamentali come l’umanità, il coraggio, la connessione e la speranza, aspetti poco discussi in questo momento che io trovo molto interessanti. Molti dei nostri problemi apparentemente personali dipendono almeno in parte dal modo patologico in cui funziona il mondo. La cultura dominante ci spinge a fare cose che non sempre sono sane e sagge. E’ il momento di meditare sugli effetti deleteri che la società esercita su di noi. Anche per liberarcene.



1.061 visualizzazioni3 commenti

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3 Comments


Sempre i tuoi scritti danno la speranza di potersi migliorare.

Ci sono spunti Infiniti e molto interessanti per riflessioni sul nostro essere "umani" . Da mettere in pratica con mente e cuore.

Voli sempre più in alto. Bravissimo!!

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quante informazioni sconosciute... per esempio ''La sintonizzazione, l’intonazione e l’evocazione ci mettono in contatto con ricordi gradevoli, portando benessere al nostro essere mente-corpo.

Nelle dinamiche comportamentali accade che quando focalizziamo l’attenzione sulla parte superiore del viso del nostro interlocutore, creiamo una comunicazione empatica-dolce avvertendo quella sensazione di sentirci vivi, sicuri, esuberanti. Questo comportamento stimola la zona “viso-vago-cuore-polmone” ed è la zona delle relazioni, della connessione e della comunicazione sociale. '' ancora una volta grazie Saverio

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borgiale
borgiale
Aug 19, 2022

Saverio trovo questa seconda parte dell' articolo sul suono uno strumento interessante, potente e utile per insegnare ad ascoltarsi e poi a connettersi... bellissima scritto

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