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Sesso e desiderio. Esiste l'incastro perfetto? Seconda parte


Abbiamo visto come il desiderio e la risposta sessuale possano essere studiati attraverso un approccio scientifico. Approfondiamo ora la definizione ed i fattori che influenzano il desiderio e l'attrazione sessuale tra gli individui.

D. - Quali sono le basi scientifiche per la definizione del desiderio?

R. - Gli scienziati concordano sul carattere trivalente del nostro cervello: secondo questa visione gli istinti più primitivi sono legati alla parte più arcaica dell'encefalo, l'emotività viene presieduta dal sistema limbico e la ragione è rappresentata dalla neocorteccia.

Quando ci muoviamo nel mondo, i sensi orientano le risposte all'ambiente, queste vengono processate con diversi meccanismi, che poi si manifestano nel corpo con la postura, il movimento, il batticuore, la sudorazione, l'eccitazione. Tutto ciò è l'espressività corporea, che è rappresentazione di sé e modalità di interazione e comunicazione con l'altro. La sessualità, come il piacere, l'amore e il desiderio, sono in egual misura espressione di noi.

Traducendo tutto questo in termini pratici, possiamo lasciarci guidare dalla fantasia e immaginare lo sguardo di un uomo che viene catturato da una scollatura: i suoi occhi gli permettono di cogliere questo dettaglio dall'ambiente, la sua area preottica si attiva e dà inizio alla cascata biochimica.

È importante sottolineare che piacere e desiderio non sono la stessa cosa: il piacere è la sensazione che si ricava dal desiderio o dalla sua soddisfazione; il desiderio è l'attesa volta al piacere.

La tensione al piacere coinvolge diverse zone del cervello connesse alla genesi dell'eros: pensieri, emozioni, tutti gli organi di senso, l'apparato cardiovascolare, quello pelvico, il sistema neuromuscolare, quello neurormonale. Ciascuno di essi deve adempiere pienamente alla propria funzione e coordinarsi in maniera integrata con gli altri per poter funzionare al meglio. Il cervello accende il desiderio sollecitato da stimoli esterni e/o interni. Secondo Massimo Recalcati, nel suo libro Ritratti del desiderio, "Il desiderio è sempre incarnato, non esiste senza corpo", in questo senso è sempre erotico perché porta con sé la fisicità.

In pratica, quando proviamo desiderio, lo sentiamo! È un'esperienza che, nella sua forma fisica, si identifica con una tensione neurochimica che si manifesta in una forma espressiva.


D. - Esistono dei fattori che possono provocare o aumentare il desiderio?

R. - Gli attuali dati sperimentali, supportati dalle nuove tecnologie, ci permettono di studiare che cosa attiva le risposte fisiologiche e comportamentali della sfera dell'attrazione.

Alcuni studi degli ultimi anni testimoniano che il testosterone, una voce suadente o profonda, un profumo inebriante o il contatto con una pelle vellutata, la vista e l'immaginazione attivano diverse aree cerebrali.

Al cospetto del desiderio, il mesencefalo, ovvero l'area che presiede i riflessi uditivi e visivi, rilascia dopamina, che è il neurotrasmettitore del piacere, del desiderio e dell'euforia. La dopamina stimola l'ipotalamo che agisce come un maestro d'orchestra, coordinando tutto il corpo affinché invii e percepisca segnali di attrazione: il cuore accelera, il respiro diviene più frequente e un poco più profondo, le pupille si dilatano, il viso si colora e prende una nuova luce per una leggerissima sudorazione.

L'ipotalamo lavora in stretta collaborazione con la sostanza reticolare, una parte aspecifica del sistema nervoso autonomo, che rappresenta una vera e propria rete di neuroni che lavora online, in quanto le strade che vanno dalla periferia dei sensi al centro di controllo (vie afferenti) e le strade che vanno in senso opposto dal cervello alla periferia (vie efferenti) non hanno un vettore di direzione. La sostanza reticolare è implicata, tra le altre cose, nella postura e modula la disposizione del corpo nello spazio.

Tutto il processo del desiderio ha un substrato biochimico poiché, come si è detto, gli impulsi sensitivi, sensoriali, motori e viscerali danno il via a un ventaglio di risposte neuro-ormonali che hanno un effetto mediato dal sistema limbico e dalla parte più arcaica del cervello e che, grazie alla sostanza reticolare, si manifesta a livello posturale, emotivo, del comportamento e dei sentimenti.

Le aree del cervello che si attivano e alcuni passaggi ormonali del desiderio sono in parte sovrapponibili al "processo" del piacere.

Se recuperiamo lo sguardo dell'uomo catturato dalla scollatura vedremo che i suoi occhi sono il sistema percettivo, la sua area preottica è una delle aree del cervello che si attiva e la cascata biochimica inizia dalla dopamina, che stimola il suo ipotalamo e via via di seguito le pupille si dilatano e il suo corpo grazie alla fitta rete neuro-connettivale prende una forma che lo orienta.

In pratica, come un pavone apre la sua coda, l'uomo, in modo più o meno consapevole, allarga le spalle, aumenta la lordosi lombare e forse parla con un tono più alto. Sono principi di seduzione, atteggiamenti corporei che naturalmente rappresentano quella parte istintiva e legata al sistema limbico che ci fa perdere la cognizione del tempo in quell'offuscamento erotico che è il desiderio. Esso si manifesta alla coscienza a vari gradi, nel fisico, a seconda del livello di consapevolezza corporea.


D. - Puoi dirmi di più?

R. - Abbiamo visto che il desiderio è un momento cui si arriva da più vie. Quelle legate ai sensi possono essere chiamate "traiettorie d'amore" ed essere considerate insieme di processi del piacere pre-genitale. Una delle traiettorie più importanti è il senso dell'olfatto.

Nel quotidiano, non si dà molta importanza all'odore in sé. Quando la maggior parte delle persone pensa al proprio odore lo fa in relazione al sudore, al lavarsi, all'applicazione di deodorante e profumi. Il punto di vista "mondano" che leghiamo all'olfatto ci porta a però dimenticare il suo ruolo più istintuale: il naso come traiettoria d'attrazione sessuale porta in sé l'antica memoria della quadrupedia dei nostri antenati.

I risultati di alcune ricerche dimostrano come grazie al naso si possano ottenere molte informazioni: quando due persone si trovano vicine, una nello spazio personale dell'altra, alcune sostanze chimiche, che non possiamo rilevare coscientemente, hanno il potere di avviare o troncare la relazione, avendo un effetto attrattivo o repulsivo.

Il naso è sempre operativo e immerso in un mare volatile di stimoli olfattivi, che rimangono per lo più sotto la soglia percettiva, cioè non sono avvertiti in maniera cosciente. Alcuni studi dimostrano che stimoli odorosi subliminali attivano aree del cervello associate all'attenzione, alla memoria e alle emozioni e influenzano in modo sottile il comportamento vigile a livello inconscio.

L'olfatto è un senso che ha un grande potere evocativo: le molecole odorose e le altre sostanze che arrivano al naso inducono nell'amigdala suggestioni capaci di far rivivere esperienze dal ricco significato emotivo.

Il dottor Wen Zhou, psicologo e studioso dell'olfatto dell'Accademia delle Scienze di Pechino nel 2015, in un'intervista al National Geografic affermava "La nostra esperienza ci suggerisce che l'essere umano è ancora fortemente influenzato dall'olfatto, anche se non se ne rende conto in maniera evidente".

In uno degli esperimenti della sua équipe sono stati utilizzati dei video in cui delle persone indossavano delle tute dotate di LED in corrispondenza delle giunture. Tali punti di luce facevano in modo che, quando le persone si spostavano nello spazio, venivano percepite come figure umane in movimento, ma a causa del tipo di riprese e delle manipolazioni del video, risultavano androgine ed era impossibile identificare specificità maschili o femminili.

I video sono stati mostrati ai soggetti dell'esperimento ed è stato chiesto ad ognuno di loro “Hai davanti un uomo o una donna?” mentre venivano esposti a una soluzione che odorava di chiodi di garofano. Questa sostanza odorosa poteva contenere lo steroide maschile androstadienone, quello femminile estratetrenolo oppure del semplice olio cosmetico (per il gruppo di controllo).

I risultati sono stati illuminanti: l'esposizione agli steroidi influenzava le risposte degli uomini che si dichiaravano eterosessuali, che erano più propensi a identificare figure femminili rispetto a quelli che annusavano semplice olio.

Lo stesso risultato è stato ottenuto, all'inverso, con le donne dichiarate eterosessuali esposte all'androstadienone: hanno identificato le figure come maschili con più frequenza rispetto a quelle che annusavano olio semplice. I maschi omosessuali rispondevano in modo più simile a quello delle donne eterosessuali; le donne omo o bisessuali non sembravano aver subito una grande influenza dagli steroidi e le loro risposte erano quindi più simili alle loro omologhe del gruppo di controllo.

Le persone oggetto di studio, quindi, percepivano dei feromoni dell'altro sesso senza saperlo, ma ne sono state influenzate al punto da identificare le figure umane che vedevano come appartenenti al sesso relativo ai feromoni.

Una delle conclusioni delle ricerche dell'équipe di Zhou, presentata qualche anno fa all'annuale convegno della Association for Chemoreception Sciences, è che, al di là della visione, siamo in grado di riconoscerci l'un l'altro grazie al naso e alle molecole che, tramite i suoi recettori, incontriamo nello spazio.


D. - Quindi il nostro naso può aiutarci a scegliere un partner?

R. - Non è così semplice, ma non possiamo nemmeno escluderlo a priori. Sappiamo che, per gran parte del mondo animale, i segnali chimici che passano dall'atto dell'annusare sono quelli più usati nella comunicazione, Oggi gli studi effettuati dimostrano come l'olfatto sia una forma di comunicazione anche per la specie umana e possa aiutare gli individui ad ottenere molte informazioni, consapevolmente o meno.

Cioè, ricerche come quella di Zhou dimostrano che i ferormoni hanno un ruolo importante nell'orientamento inconscio dell'uomo. Essi vengono captati dall'organo vomeronasale, un sistema di recettori che è chiamato anche sistema olfattivo accessorio e si trova alla base cavità nasale, separato dall'epitelio olfattivo.

Le due sostanze usate nell'esperimento provengono dai fluidi corporei umani: l'androstadienone in quelli maschili e l'estratetraenolo in quelli femminili. Entrambe sembrano rientrare nel meccanismo della chimica dell'attrazione, perché sono in grado di stimolare risposte neuroendocrine e comportamentali differenti a seconda del genere sessuale in cui si riconoscono i soggetti sottoposti allo studio.

Si è visto che l'androstadienone migliora l'umore e aumenta il livello di colesterolo nelle donne e che l'estratetraenolo aumenta l'eccitazione e migliora l'umore nei soggetti maschili. Si tratta di un incastro perfetto tra neurotrasmettitori e recettori specifici che dà il via, ad un livello totalmente pre-genitale e inconscio, ad un potenziale processo di attivazione della sequenza della risposta sessuale, stimolando i recettori del sistema limbico, l'amigdala e l'ipotalamo, attivando quindi il substrato biochimico che poi trova la sua prima forma cosciente nel desiderio.

La compatibilità e il riconoscersi in un'attrazione chimica istintiva giocano sulla diversità: i feromoni sono diversi da persona a persona, sono codificati, come tutte le proteine, da sequenze genetiche, epigenetiche e dal sistema immunitario.

In altre parole, la diversità “odorosa” è determinante per l'attrazione. Ciò si traduce, sul piano biologico, nella probabilità di un ampio apporto di geni alla eventuale progenie, utili per un sistema immunitario più variegato e quindi potenzialmente più evoluto ed efficace.

Odori differenti corrisponderebbero, in termini di traiettoria amorosa, ad una maggiore attrazione fisica e ad una maggiore probabilità di successo biologico riproduttivo. Annusare per riconoscersi reciprocamente e aprirsi a emozioni e sensazioni che vanno al di là della ragione significa riconnettersi consapevolmente all'olfatto, per cercare una compatibilità olfattiva e recuperare una forma di comunicazione sottile che non dice altro che la verità.

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1 Comment


ho sempre saputo del potere di attrazione o respingimento che ha l'odore di una persona. ora finalmente ne ho letto la prova scientifica. sempre grazie Saverio!

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